Osteoporosi

CHE COSA E’ L’OSTEOPOROSI

Osteoporosi è un termine usato in medicina per indicare patologie di diversa eziologia che causano una riduzione della massa di osso per unità di volume.

Dal punto di vista Istologico tale patologia è caratterizzata da una  riduzione dello spessore corticale e del numero e dello grandezza delle trabecole della parte spongiosa dell’osso.

L’Osteoporosi è la più comune fra le patologie ossee metaboliche (disordini che coinvolgono lo scheletro nel suo insieme) e rappresenta una importante causa di morbilità negli anziani.

LA DIAGNOSI DELL’OSTEOPOROSI

La metodica d’elezione per diagnosticare l’osteoporosi è attualmente la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) che utilizza la tecnologia detta DXA (Dual X-rayabsorptiometry). Tale tecnologia misura sia la BMD  (Body Mass Density – Densità Ossea) che la BMC (Bone Mineral Content – Massa Minerale Ossea) quindi la quantità e la densità di calcio osseo.

Altra metodica per lo studio e la diagnosi dell’Osteoporosi è la QUS o Ultrasonografia Quantitativa. Tale metodica è di rapida e semplice esecuzione ed è utilizzabile soprattutto per valutare i pazienti a rischio osteoporotico effettuando un vero e proprio screening. Non potendo dare però dati molto accurati, nel caso di pazienti ad effettivo rischio essi devono essere sottoposti successivamente a MOC – DXA.

QUADRO GENERALE (fonte New England Journal of Medicine)

Solo negli Stati Uniti l’Osteoporosi è la causa di circa 1,5 milioni di fratture all’anno.

L’Osteoporosi è caratterizzata da fragilità scheletrica e deterioramento della microarchitettura ossea.

Concettualmente la definizione di Osteoporosi collega l’alto rischio di fratture postmenopausali ad una bassa densità ossea (BMD) e a modifiche qualitative della microarchitettura ossea.

E’stato calcolato che una donna di 50 anni ha un rischio di frattura del bacino tra il  15 ed il 20% ed ha il 50% di rischio di una frattura di qualunque tipo riconducibile all’osteoporosi.

Le fratture dell’anca determinano una riduzione della qualità di vita, una riduzione della autonomia ed un implemento del rischio di morte.

Le fratture della colonna vertebrale sono associate ad un incremento del rischio di morte, sono un forte fattore predittivo di future fratture e possono determinare dolore cronico, cifosi e riduzione della autostima.

Le fratture sono determinate dalle cadute ed il numero e la proporzione delle cadute che determinano le fratture cresce con l’età.

L’obiettivo della gestione della Osteoporosi postmenopausale è la prevenzione delle fratture future.

Identificare le donne a più alto rischio è quindi una priorità clinica.

TRATTAMENTI NON FARMACOLOGICI (DATI DALLA LETTERATURA)

Attività fisica e fattori di rischio modificabili

Esercizi di resistenza, forza, flessibilità ed equilibrio,oltre ad implementare la massa muscolare, la BMD (Body Mass Density- Densità Minerale Ossea)  riducono notevolmente il rischio di caduta e di fratture.(1)

Studi, detti “longitudinali”, hanno dimostrato effetti benefici sulla microarchitettura ossea in associazione con alcune forme di esercizio fisico praticato regolarmente. (2)

La riduzione dell’attività fisica incrementa la perdita di massa ossea, perché viene a mancare il fisiologico stimolo al rimodellamento osseo prodotto dalle forze meccaniche che si sviluppano durante l’attività  fisica. La perdita ossea osservata in un arto immobilizzato o paralizzato, la riduzione di massa scheletrica osservata in astronauti esposti ad un ambiente privo di gravità per periodi prolungati, la maggiore densità ossea degli atleti sono tutti esempi che evidenziano il ruolo dell’attività fisica nella prevenzione della perdita della massa ossea. (3)

Oltre agli esercizi fisici, una valutazione dei rischi fra le mura domestiche, la riduzione o la sospensione dei farmaci psicotropi (quando ovviamente possibile) e l’uso di programmi multidisciplinari di valutazione dei fattori di rischio possono concorrere a ridurre il rischio di caduta.

  1. Hinton PS, Nigh P, Thyfault J. Effectiveness of resistance training or jumping-exercise to increase bone mineral density in men with low bone mass: a 12-month randomized, clinical trial. Bone 2015; 79: 203-12.
  2. Evans RK, Negus CH, Centi AJ, Spiering BA, Kraemer WJ, Nindl BC. Peripheral QCT sector analysis reveals early exerciseinduced increases in tibial bone mineral density. J Musculoskelet Neuronal Interact 2012; 12: 155-64.
  3. Cappellesso R,Nicole LGuido APizzol D.Spaceflight osteoporosis: current state and future perspective. 2015 Oct;49(4):231-9.