ATTIVITA’ FISICA ADATTATA (AFA)

Grazie alla Ricerca Scientifica internazionale sappiamo che l’attività fisica, svolta con regolarità e ponendo attenzione alle capacità individuali, riduce la morbilità per diverse malattie di grande rilevanza socio-sanitaria, tra cui la  l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

Svolgere un’attività fisica con regolarità ed intensità correlata alle proprie possibilità e condizioni di salute è quindi consigliabile a tutti, ma in particolare ai soggetti sedentari, (tenendo conto che la tendenza alla sedentarietà comincia a manifestarsi fin dall’adolescenza per raggiungere il suo massimo nella terza età). Da qui nasce l’esigenza di ideare protocolli di attività fisica adattata a diverse forme di patologie o a quadri predisponenti.

Fisiogroup Roma, a tal riguardo, intende attuare programmi di prescrizione di attività fisica adattata (AFA), rivolti a persone che presentino problemi di salute per i quali questo trattamento sia di dimostrata efficacia (patologie sensibili), costruendo a tal fine percorsi integrati, finalizzati a sperimentare modalità innovative di presa in carico di problemi di salute largamente diffusi nella popolazione.

 

Tra gli effetti positivi dell’attività fisica è possibile annoverare:

 

  • sostanziali e duraturi miglioramenti della funzione cardiaca;
  • regolarizzazione e stabilizzazione dei valori della pressione arteriosa;
  • normalizzazione del rapporto tra massa muscolare e massa adiposa;
  • miglioramento del tono muscolare e della capacità di equilibrio;
  • importanti effetti benefici a livello psicologico, con miglioramento in particolare dell’umore e dell’auto-stima.

ATTIVITA’ FISICA PER LA SALUTE E L’EFFICIENZA FISICA

Il primo requisito fondamentale per la somministrazione di protocolli di attività fisica adattata, è il certificato medico. Quest’ultimo è di fondamentale importanza perché:

  • I risultati della valutazione medica servono a mettere a punto un programma di attività da prescrivere;
  • I risultati di alcuni test possono motivare il soggetto a seguire un programma di attività fisica;
  • Una valutazione completa può servire da termine di paragone per qualsiasi modificazione successiva dello stato di salute;
  • Tutti devono prendere l’abitudine di sottoporsi periodicamente a visita medica periodica per favorire la prevenzione contro patologie che si possono combattere al loro stato iniziale.

LA PRESCRIZIONE DI UN PROGRAMMA DI ATTIVITA’ FISICA ADATTATA (AFA)

La prescrizione dell’esercizio fisico comprende 4 fattori fondamentali:

  • Modalità o tipo di esercizio: il programma di attività fisica prescritto dovrà comprendere una o più modalità (tipi di esercizio ) per la resistenza cardiovascolare. Le più frequenti sono camminare, jogging, corsa, nuoto, ciclismo. I soggetti con un livello di efficienza relativamente basso devono raggiungere la condizione fisica ottimale attraverso attività fisiche di condizionamento e poi passare all’attività sportiva prescelta.  La motivazione è probabilmente il fattore che principalmente determina il successo di un programma di attività fisica;
  • Frequenza delle sessioni: è un fattore importante ma non quanto la durata e l’intensità. Secondo studi, i miglioramenti ottimali si ottengono con una frequenza di 3-5 volte a settimana. Un aumento delle sessioni può essere previsto solo quando l’attività risulta essere gradita e fisicamente ben accettata. Un inizio troppo “forte” con frequenza giornaliera è sconsigliato inizialmente perché può portare a rischio infortuni e stanchezza;
  • Durata di ciascuna sessione: la durata ottimale è di 20-30 min di esercizio alla giusta intensità, ma il punto cruciale è di raggiungere la soglia sia per la durata sia per l’intensità;
  • Intensità di esercizio: è il più importante di questi 4 fattori. Per la maggior parte dei soggetti, l’intensità dovrebbe essere pari ad almeno il 60% del VO2max. tuttavia, si possono avere benefici per la salute ad intensità di esercizio inferiori a quelle necessarie per il condizionamento aerobico.

RISPOSTE FISIOLOGICHE ALL’ESERCIZIO FISICO

Resistenza cardiovascolare e muscolare e forza muscolare con l’età tendono a diminuire e la velocità con cui diminuiscono è strettamente collegata al livello di attività fisica ed a fattori genetici. Vediamole più nel dettaglio:

  • FORZA : la forza massima diminuisce regolarmente con l’età, fenomeno derivante principalmente da una sostanziale perdita di massa muscolare (circa il 10% del numero totale di fibre muscolari ogni 10 anni). Il numero complessivo di fibre muscolari e la sezione trasversa dei muscoli stessi diminuiscono, ma l’allenamento per la forza permette, almeno, di contenere la modificazione dell’area delle fibre (l’allenamento per la resistenza influisce ben poco sulla perdita di massa muscolare associata all’invecchiamento). L’invecchiamento rallenta anche la capacità del sistema nervoso di rilevare uno stimolo e di elaborare l’informazione per produrre una risposta; naturalmente anche in questo caso, uno stile di vita sano ed un allenamento costante possono contenere notevolmente il declino di molte delle capacità fisiche.
  • FUNZIONI CARDIOVASCOLARE E RESPIRATORIA: gran parte del declino delle prestazioni di resistenza associato all’invecchiamento può essere attribuito alla riduzione della circolazione centrale e periferica.
    • Funzione cardiovascolare: declina con l’età; una delle modificazioni più evidenti è quella della massima frequenza cardiaca (HRmax) che diminuisce di circa 1 battito/min per anno dovuta ad alterazioni morfologiche ed elettrofisiologiche del sistema di conduzione cardiaca, più precisamente nel nodo seno atriale (SA) e nel fascio di His, che rallentano la conduzione cardiaca. Anche il massimo volume di scarica sistolica, la Gittata Cardiaca ed il flusso ematico periferico diminuiscono con l’età. Non è del tutto chiaro quanto il declino della funzione cardiovascolare con l’età sia dovuto al solo invecchiamento fisico e quanto al decondizionamento che deriva dalla diminuzione di attività fisica. Tuttavia, molti studi indicano che dette modificazioni sono ridotte al minimo negli atleti anziani che continuano ad allenarsi, il che suggerisce che l’inattività abbia un ruolo maggiore rispetto all’invecchiamento fisico.
    • Funzione respiratoria: Le modificazioni polmonari che accompagnano l’invecchiamento sono principalmente dovute ad una perdita di elasticità del tessuto polmonare e della gabbia toracica. Tuttavia, la capacità di ventilazione polmonare dei soggetti anziani risulta solo leggermente diminuita. In questo caso il principale fattore limitante del massimo consumo di ossigeno (VO2max) risulta essere la diminuzione del trasporto di ossigeno ai muscoli.